La scuola è finita!

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A tutti gli studenti i nostri migliori auguri di buone e divertenti vacanze; a tutti coloro che, invece, già dalla prossima settimana saranno impegnati con gli esami di stato vanno i nostri più sinceri in bocca al lupo.
Un grazie particolare a tutti gli insegnanti per l’impegno, la passione e la professionalità che quotidianamente mettono in campo nella loro preziosa opera educativa.

Buon riposo e non dimenticatevi una buona lettura estiva!


Resistenza: un monumento da preservare

“Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
non con i sassi affumicati dei borghi inermi
straziati dal tuo sterminio
non con la terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non con la neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non con la primavera di queste valli
che ti vide fuggire
ma soltanto con il silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
Resistenza.”

Con queste parole, Piero Calamandrei rispose ad Albert Kesselring, il generale nazista che dichiarò di meritare una statua dagli italiani, per l’opera da lui compiuta come comandante in capo delle forze di occupazione tedesche nel nostro Paese (tra le sue “opere”, Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, le Fosse Ardeatine…).

Ma lasciando da parte i deliri del generale Kesselring, concentriamoci un momento sulle parole di Calamandrei, in particolare sulle ultime due righe: cosa rimane, oggi, dopo 69 anni, di quel “monumento che sia chiama ora e sempre Resistenza”?
Che cosa rappresenta la Resistenza, ora che i testimoni diretti di quei giorni sono sempre meno?

E, cosa ancora più importante, che cosa rappresenta per noi giovani di 15-20-30 anni, che quelle storie le abbiamo solo sentite dai nonni o lette nei libri?

Come detto, la Resistenza è un monumento, e come tale deve essere trattato: se un monumento non viene curato, protetto, ripulito, finisce per essere rovinato dal vento, dalle piogge, dai ragazzetti che ci scrivono sopra (e sì, pure dai piccioni). E anche per la Resistenza vale lo stesso discorso: se non ce ne prendiamo cura, se la diamo per scontata, quel ricordo viene rovinato. Rovinato dal passare del tempo che offusca la memoria, rovinato da chi dice “A me la storia, la politica, non interessano!”, rovinato da chi cerca di imbrattarlo (come i ragazzetti di cui sopra…o i piccioni, decidete voi) con il fango del revisionismo (che è cosa ben diversa dalla ricerca storiografica, sia chiaro).

Ogni volta che leggo o sento queste derive revisioniste con cui una certa destra cerca di riscrivere la storia della lotta partigiana, giustificando chi ha combattuto per la Repubblica Sociale Italiana o ponendo sullo stesso piano le due fazioni, mi tornano alla mente le parole di Italo Calvino: “Dietro il milite delle Brigate Nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, che di queste non ce ne sono”.

Da qui io voglio ripartire. Dalla consapevolezza che la nostra Repubblica, nonostante alcuni “rami malati”, da estirpare e far rifiorire, ha le sue radici, forti e profonde, nell’antifascismo, nella lotta di Resistenza, su quei monti su cui tanti sono saliti e da cui troppo pochi sono potuti scendere.
Ci ripetono, da sempre più parti, che siamo in un’epoca post-ideologica, che le “grandi narrazioni” sono finite, che i valori del passato vanno messi da parte per guardare al futuro, ma come quellalbero non potrebbe sopravvivere senza le sue radici, così la nostra Repubblica e la nostra Costituzione non potranno mai essere forti, se noi giovani, soprattutto noi giovani, colpevolmente dimentichiamo le loro origini.

E allora mi permetto, molto sommessamente, di contraddire in parte Piero Calamandrei: la Resistenza non è un monumento nella piazza del paese di cui ci ricordiamo il 25 aprile di ogni anno, non può e non deve essere solo questo.
La Resistenza sono le fondamenta su cui ogni giorno dobbiamo costruire la nostra casa, le nostre vite.

Buona Festa della Liberazione a tutti, dunque, a chi “ci crede” e a chi no. Sì, anche a loro, perché, se oggi sono liberi di dissentire, è proprio perché dei giovani come noi hanno dato la vita per liberarci dal giogo dell’autoritarismo fascista.

Ora e sempre, Resistenza.

Dennis Turrin


sabato 12 aprile: Giornata Ambientale

Giornata Ambientale

Il PD è sempre attento al tema dell’ambiente e della valorizzazione del nostro territorio, pertanto segnaliamo volentieri un’iniziativa dell’Assessorato all’Ecologia del Comune di Sona: sabato 12 aprile avrà infatti luogo la Giornata Ambientale, alla quale i cittadini sonesi sono invitati a partecipare attivamente per ripulire e riqualificare insieme alcune aree del territorio del nostro Comune, puntando quindi alla tutela del territorio attraverso la formazione di una coscienza ecologica.

La giornata sarà divisa in due momenti: al mattino con la collaborazione del Gruppo Alpini Sona e Lugagnano ci si occuperà di via Molinara a Lugagnano; al pomeriggio invece ci si sposterà a San Giorgio in Salici per ripulire l’area della Guastalla, accompagnati da agronomi che guideranno i partecipanti alla scoperta della nostra terra, in collaborazione stavolta con l’Associazione Cacciatori e il Gruppo Alpini San Giorgio.

L’iniziativa è rivolta a tutti e in particolare a bambini e ragazzi, con le loro famiglie.

Cecilia Zanetti

 

Alleghiamo anche il comunicato ufficiale del Comune di Sona, con le informazioni relative ai luoghi ed agli orari di ritrovo:

“L’unione fa la forza. È ora di muoversi e di agire per diventare i custodi del territorio”. Con questo spirito il Comune di Sona invita bambini e ragazzi con i loro genitori, a partecipare all’iniziativa di volontariato in programma sabato prossimo 12 aprile, per ripulire e riqualificare alcune tra le aree degradate del nostro territorio restituendole alla loro natura originale. L’obiettivo è quello di tutelare il territorio e le bellezze del nostro Comune, di farle conoscere, di promuovere una coscienza ecologica e di promuovere una corretta gestione dei rifiuti.

Dall’Assessorato all’Ecologia del Comune di Sona invitano quindi a percorrere insieme a noi i nostri paesi e i nostri boschi, muniti di guanti e rastrelli, per rendere migliore il luogo in cui viviamo. L’iniziativa prevede i seguenti momenti, che si svilupperanno a Lugagnano e a San Giorgio:

A Lugagnano pulizia di via Molinara in collaborazione con il Gruppo Alpini Sona e Lugagnano, con ritrovo alle 9.45 presso via Cattaneo. L’iniziativa terminerà alle ore 12.00.

A San Giorgio in Salici, scoperta della nostra terra con esperti agronomi e pulizia dell’area della Guastalla in collaborazione con l’Associazione Cacciatori e Gruppo Alpini San Giorgio, con ritrovo alle ore 14.45 presso il parcheggio dei campi sportivi. L’iniziativa terminerà alle ore 17.00.

Nella pausa dei lavori, sia al mattino che al pomeriggio verrà offerto un piccolo spuntino. Guanti e attrezzi per i bambini verranno messi a disposizione dal Comune. Le aree dove si opererà verranno messe in sicurezza da Polizia Locale e Protezione Civile Sona. Per informazioni e/o chiarimenti contattare l’Ufficio Ecologia allo 045-6091227.

La giornata è organizzata dal Comune di Sona in collaborazione con SERIT Servizi per l’Igiene del Territorio, i Gruppi Alpini di Lugagnano, Palazzolo, San Giorgio e Sona, i Cacciatori di San Giorgio in Salici, la Pro Loco di Sona, il SOS e la Protezione Civile.”


Crolla l’intonaco del soffitto alla Scuola Materna di Lugagnano

Intonaco
Oggi pomeriggio alla Scuola Materna Statale di Lugagnano si è verificato il distacco di una parte dell’intonaco di un soffitto, che crollando ha colpito due bambine che si trovavano nell’aula.

Il fatto è avvenuto poco dopo le 15 nello stabile di via Roma a Lugagnano, annesso alla Scuola Elementare “Silvio Pellico”; sul posto sono prontamente intervenuti i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, per mettere in sicurezza l’edificio e i suoi occupanti, nonché il Sindaco Gianluigi Mazzi e la Dirigente Scolastica. Fortunatamente le bambine, subito condotte in ospedale, non hanno riportato lesioni allarmanti.

Non vi è dubbio che l’accaduto riporti con forza all’attenzione il tema centrale della sicurezza degli edifici scolastici del nostro Comune.

Per l’immediato, il Sindaco Mazzi ha già comunicato che, per permettere alle autorità competenti di svolgere gli opportuni riscontri di sicurezza, l’intero stabile rimarrà chiuso lunedì 24 febbraio.


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